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Operando sullo studio dell'origine del nome va ricordato come il cognome
può aver subito variazioni dialettali, forme contratte, diminutivi, lenizioni errori
dovuti a errata trascrizione. Si ritiene che il cognome Tiblandi sia verosimilmente
originato da Tibaldeschi sul quale sono state rinvenute le seguenti notizie storiche e
araldiche. Alcuni storici sostengono che questa antichissima famiglia di Ferentino sia un
ramo dei Tebaldi, altri la ritengono derivata da casa Orsini. Se ne hanno tracce in Roma
fino dal XIV° secolo, dove abitava nella via del loro nome, ora dei Cappellari.Un
Francesco, da Papa Urbano V°, in Montefiascone (Viterbo), il 22 settembre 1368 fu creato
Cardinale prete col titolo di Santa Sabina ed indi tesoriere della chiesa di Langres
(Francia); intervenne in Avignone all'elezione di Papa Gregorio XI°, che lo nominò suo
legato a Roma con amplissimi poteri e con ordine di ridurre a dovere i Baroni romani;
morì nel 1388 dopo l'elezione di Papa Urbano VI° e fù sepolto in San Pietro. Fabrizio
fu cavaliere gerosolimitano nel 1554; un Tebaldo nel 1510 e un Michelangelo nel 1551
furono Conservatori di Roma. Questo casato fu compreso nella Bolla Benedettina "Urben
Roman" e conservata fra le nobili famiglie di Ferentino (FR). Sono genericamente
inscritti nell'Elenco Ufficiale Nobiliare Italiano del 1922 col titolo di nobile di
Ferentino (maschi e femmine). Per quanto riguarda la famiglia Tiblandi, indicata dai testi
in
Ceccano (FR), ne è il capostipide Pietro (1913), che seppe
crearsi con le proprie forze una identità nuova col frutto del suo lavoro e dei suoi
sacrifici. Sposò Francesca Fratangeli, anch'ella di Ceccano e ebbero cinque figli:
Domenico, emigrato in America nel 1961 dove ha discendenti maschi e femmine, Mario,
Antonio, Emilio e Teresa, tutti con discendenti e residenti a
Ceccano. Il rapporto con Ceccano rivela come abbiano sentito l'esigenza di legarsi
ad una datazione dell'origine storica e della sua collocazione in territorio, al fine di
perpetuare il fasto, le gesta ed il valore della famiglia. La conferma della dimora certa
della famiglia Tiblandi viene a confermare come ci si trovi di fronte ad un casato che
seppe legittimamente innalzare per diritto la propria arme al rango di Nobili. A tal
proposito la famiglia Tiblandi deposita presso la Commissione Araldico-Genealogica
Regionale del Corpo della Nobiltà Italiana (C.N.I.), il proprio esclusivo Stemma Araldico
di famiglia.
Arma:
Scudo
Sannitico semipartito troncato, nella parte superiore sinistra con sfondo d'oro la goletta
dell'emigrato, in quella destra con sfondo d'argento le tre stelle d'oro a otto punte e
sotto, con lo sfondo azzurro il leone d'argento che porge la corona della nobiltà alla
famiglia.
Motto:
Per aspera ad
astra. (E' irta di difficoltà la via che conduce alle stelle).
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