La Genealogia on line...                                                                                                                                                                    sono le 20:36 del 31/07/2010    
 

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Tiblandi  &  Pellegrini Story
 

Fu così che a nomi propri di persona si aggiungeva, come era in uso nel primo medio-evo, l'appellativo o soprannome di Peregrino o Peregrini riferito a più individui.
Peregrino veniva usato sia per indicare un pellegrino di luoghi santi sia per nome proprio di persona. Un esempio di utilizzo a quanto detto sopra e riferito nella mia terra ciociara è scritta su una pergamena (la numero 410) del 1100, conservata presso l'archivio capitolare di Veroli, ricorda i figli di un nobile Peregrino di Monte San Giovanni, cioè
Girino e Mirone de' Peregrini, e racconta come questi fratelli abbiano donato all'allora Vescovo di Veroli i loro beni situati in Monte San Giovanni.
Quindi l'utilizzo del cognome era importante per poter risalire alla paternità e alla provenienza di questa o quella casata. Proprio perchè all'epoca era ritenuto il cognome più comune, la sua propagazione si allargò a macchia d'olio, dando così origine a tante nuove discendenze, un Peregrini di Mantova non era un parente, nemmeno lontano di una Peregrini di Firenze. Risulta quindi molto difficoltoso per gli studiosi poter risalire araldicamente e genealogicamente al capostipite di ogni casata, avendo, si lo stesso cognome, ma provenendo da capostipidi diversi. Tuttavia buona parte delle famiglie Pellegrini hanno e detengono ancora, anche se a loro insaputa, un titolo nobiliare. Le ricerche effettuate sono molto ricche e dettagliate, e tutte sono fregiate da titoli più o meno importanti. Un comun denominatore però le raggruppa quasi tutte: lo stemma araldico o comunemente detto Blasone. Si conoscono infatti 2 stemmi principali: uno, il più comune, quello che rappresenta tutte le famiglie che si riconoscevano nel credo Cristiano e sottomissione alla chiesa, e un'altro quello che se pur con matrice cristiana, era di sottomissione al regnante di apparteneza. Entrambi i 2 stemmi sono splendidi e ricchi di significati religiosi, politici e di potere.
Le prime prove di nobiltà conclamata e ascritta nei registri inizia a partire dal XII° secolo.
Nel 1355,
Tommaso da Can Grande dalla Scala fu nominato tutore dei suoi figli ed esecutore testamentario, per cui fregiò lo stemma con la scala.
Dal 1405 furono aggregati al Consiglio Nobile di Verona.
Dai Duchi di Mantova e Monferrato ebbero il titolo di Marchese.
Il pontefice Pio V° li creò Conti, titolo che venne confermato dalla Repubblica Veneta (20 novembre 1620). Da quel momento si formarono 4 linee che ebbero per capostipite Giovanni
detto "il Cavaliere".
Per terminazione il 12 settembre 1774 dei Provveditori sopra i Feudi, Leonardo, Federico, entrambi Cavalieri di Malta, Ignazio, Giuseppe e Carlo, di Bertoldo, furono iscritti nell' A.L.T. col titolo di Conte (questo titolo spettava solo ai maschi).

Ignazio fu colonnello di cavalleria al servizio del Granduca di Toscana, Carlo, dopo essersi segnalato nelle lunghe guerre sostenute da Maria Teresa d'Austria, e poiché si era prodigato per il sostegno della religione cattolica, ebbe dall'Imperatore Giuseppe II° d'Asburgo il bastone di maresciallo di campo con la collana del Toson d'Oro e fu proclamato magnate di Ungheria nel 1792 con tutti i suoi discendenti sia maschi che femmine.
Giuseppe di Federico, ebbe la conferma della nobiltà con S.R.A. il 9 dicembre 1819 e con altra S.R. il 15 dicembre 1820 fu elevato al grado di Conte dell'Impero Austriaco.
La famiglia è iscritta nell'Elenco Ufficiale Italiano coi titoli di nobile (maschi e femmine), conte (maschi), conte dell'Impero Austriaco (maschi e femmine), magnate di Ungheria, in persona dei figli Giuseppe, di Francesco e di Matilde Canossa.

Nel ramo romano questo cognome figura fin dal XV° secolo, e nelle antiche memorie trascritte dal Cavalier Jacovacci troviamo memoria dei seguenti personaggi:

1428 - Agnes filiae Catherinae Peregrini de regione Transtiberim sepulta est in Ecclesia S.ti Salvatori de Curtibus
1482 - Paulus Raphaelis de Peregrinis

1491 - Ven.Vir.Dom.Laurentius Raphaelis de Peregrinis, Camerarius S.ti Joannis
1496 - Petrus Antonius Peregrini
1497 - Magister Franciscus de Peregrinis
1526 - Alexius Salvati de Peregrinis sepultus est in Ecclesia S.ti Nicolaj de Columna
1567 - Dom.Antonius de Peregrinis
1570 - Nob.Dom.Alexander Peregrinus secretarius apostolicus.

Vi è poi, tra i vari rami della famiglia, un ramo nobile toscano con diploma granducale
il 30 settembre 1770 furono decorati della nobiltà pratese i fratelli
Antonio (dottore), consigliere nel Supremo Consiglio di Economia a Milano, e Monsignor Lorenzo, canonico della cattedrale di Prato, ammessa agli onori commutativi e benemerita per i molti e decorosi uffici sostenuti.
La famiglia è iscritta nell' Elenco Ufficiale Italiano col titolo di nobile di Prato (maschi e femmine), in persona di Giuseppe, Giovann Battista, Giovanni e Antonio
.

Gli attuali Pellegrini, sono oriundi da Norcia. Benedetto ottenne, il 4 agosto 1860, il titolo di marchese sulla terra di Casciolino e sposò Elisabetta Quarantotti, patrizia romana,
ultima della sua nobile famiglia alla quale con bolla papale dette il suo cognome per poter poi garantire la discendenza della famiglia Quarantotti, da qui in poi quel ramo, ancora esistente, prenderà il cognome di Pellegrini Quarantotti.
Infine c'è il ramo nobile di Bergamo, per la precisione del feudo di Val Brembana, da tempo remoto ascritta a quel nobile Consiglio.
Il titolo di conte fu gratificato dal Doge Francesco Foscari (1373-1457), per ricompensa della devozione alla Repubblica di Venezia fin dal 1433 nella guerra contro i Visconti di Milano.
Nel 1861 il Senato Romano del Regno d'Italia riconobbe il titolo nobiliare della famiglia di Bergamo che nel frattempo (1786) si erano spostati più a sud, nelle vicinanze di Fabriano nell'allora Stato della Chiesa.  
Di questa famiglia si sà praticamente tutto, poichè lo scrivente ne è un discendente diretto e a tal uopo è in corso di preparazione un libro sulla storia e le gesta della famiglia.

Tra i nobili più famosi del passato emergono:

Leonardo e Federico Pellegrini Cavalieri dell'Ordine di Malta
Conte Carlo Pellegrini (Veneto) Conte dell'Impero Austriaco, Magnate d'Ungheria
Conte Pellegrini di Pellegrina (Veneto)
Conte Pietro Trieste Pellegrini (Veneto), Conte Palatino
Marchese Benedetto Pellegrini Quarantotti
di Casciolino (Umbria), nobile romano, nobile di Velletri e nobile di Loreto.

Nota dell'autore: nuovi studi stanno per essere pubblicati, per rimanere informati inscrivetevi alla mailist del sito.

        

 

 

 

 

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