Per iconografia, nell'ambito della storia dell'arte, s'intende lo studio
del significato delle immagini e la classificazion dei temi o
dei soggetti rappresentati. Il contenuto della rappresentazione può essere di
immediata evidenza, oppure complesso e oscuro per cui, per essere decrittato, richiede
un'analisi approfondita che identifichi ad esempio il testo letterario cui si rifà
l'artista, o il genere cui l'opera apparteneva e le convenzioni figurative che lo
contraddistinguevano, o la situazione storica in cui l'opera è nata e l'ambiente fisico
cui era destinata. Per iconologia, un termine spesso confuso col precedente, o
impropriamente considerato suo sinonimo, secondo la formulazione che ne
diede Erwin Panofsky. ( Studi di iconologia, 1939 ), s' intende invece un
più approfondito studio dell'opera d'arte, che prendendo le mosse dal suo
significato iconografico ne esamini il valore in rapporto con lo stile e le
intenzioni dell'autore e con la cultura del sua epoca, spiegando infine
l'oggetto artistico come manifestazione dell' "atteggiamento di fondo di un
popolo, di un periodo, di una classe". Secondo Panofsky, l'iconologia doveva
rappresentare uno sviluppo, uno sbocco più completo e perfezionato dell'iconografia, allo
stesso modo in cui l'astronomia, grazie alla razionalità dei suoi strumenti, aveva preso
il posto dell'antica astrologia.
Codificazione del
significato delle immagini
Attribuire determinati significati alle immagini è
pratica antica quanto l'arte stessa. Le prime
immagini dotate di un certo valore iconografico
risalgono al 3000 a.C.,e si devono alle civiltà
neolitiche del Medio Oriente:si tratta di animali
e altre figure non antropomorfe,che dovevano
corrispondere a entità divine.Nelle sculture a
rilievo e nelle pitture murali egiziane la dea
madre Athor compariva generalmente come una donna
con testa bovina;il dio Sole Ra era identificabile
dalla testa di falco e il creatore Ptah aveva le
sembianze di un toro.Nel mondo greco antico e in
quello romano ogni dio era rappresentato sempre
con oggetti o animali caratterizzanti: Zeus, il
padre di tutti gli dei, poteva comparire con
un'aquila o un fulmine; Apollo, il dio dell'arte,
era raffigurato con una lira; Artemide,dea della
caccia, aveva arco e faretra.I romani
trasformarono in immagini allegoriche dotate di
precisi significati scene comuni, ispirate alla
vita quotidiana:ad esempio, una donna
circondata da grappoli d'uva e covoni di grano
andava intesa come rappresentazione dei generosi
doni della terra.Durante il periodo delle
persecuzioni,l'arte paleocristiana non poteva
proporre esplicite immagini religiose: venivano
allora raffigurati oggetti semplici e comuni come
il pesce e la colomba che agli occhi degli
iniziati simboleggiavano chiaramente Cristo e lo
Spirito Santo.Anche nei secoli successivi,
tuttavia,l'arte cristiana fece largo ricorso a
simboli iconografici:numerosi santi sono
associati a specifici oggetti,ad esempio: San
Pietro alle due chiavi e Santa Caterina alla
ruota. Durante il Rinascimento e per tutto il
XVIII°secolo si fissarono immagini allegoriche di
significato filosofico presto divenute popolari:
gioielli, monete o strumenti musicali
rappresentavano i vani piaceri della vita, mentre
teschi, clessidre e candele spente fungevano da
"memento morìì,segni evocatori della morte e
impliciti richiami a una condotta retta. L'arte
moderna, aperta alle infinite manifestazioni
dell'individualità degli artisti,alle loro
intenzioni espressive consce e inconsce, fa meno
uso di simboli iconografici universalmente
comprensibili.In correnti quali il cubismo, il
Dada e la Pop Art,la rappresentazione o
addirittura la presenza fisica di oggetti
quotidiani,come
giornali,barattoli,fotografie,personaggi dei
fumetti,ha valore, più che di messaggio
simbolico,di richiamo al mondo della multiforme
cultura contemporanea.