In origine, i doveri e le funzioni di un araldo, o
ufficiale in armi, compreso il reperimento e la
tutela degli stemmi e degli ornamenti sulle armi;
attualmente, ramo di ricerca storico-descrittiva
di questi ultimi.L'uso di figure ornamentali sulle armi
risale a tempi remoti; nel mondo romano l'emblema comune era quello
dell'aquila; i franchi, invece, usarono dapprima il leone e tardi il
fiordaliso. L'uso di segni distintivi
personali su scudi e corazze si
diffuse durante il feudalesimo, quando i
cavalieri, coperti fin sul volto dalla visiera
dell'elmo, avevano assoluta necessità di farsi riconoscere a
distanza; dal XIV° secolo
si instaurò la pratica di vestire le insegne familiari sopra l'armatura a
maglie.
All' iniziale libertà di scelta e uso delle
insegne seguì nel mondo anglosassone una regolamentazione
stabilita da Edoardo IV° nel 1483 e attuata dal College of Heralds di Londra.
L'originale funzione distintiva dei simboli araldici si sviluppò in un complesso
sistema di identificazione sociale e si estese anche alle colonie
americane, lasciando una traccia nello stemma di ogni stato degli Stati
Uniti d'America. L'araldica ha dunque accumulato una tradizione ricca e
dettagliata di icone, colori e stilemi ricorrenti, differenziata a seconda dei
paesi e dei secoli ma spesso molto rigida e
ritualmente osservata; ha altresì
conosciuto uno straordinario sviluppo di motti e sentenze familiari
o personali, combinati a simboli del casato e variati individualmente, e
può quindi essere considerata una vera e propria fonte di
documentazione storica. Il lessico araldico, di origine spesso francese, è molto
specialistico e raccoglie vocaboli specifici
per ogni parte dell'armatura, dello scudo, dell'elmo e delle armi.
Le origini
Tra il IV°e il V°secolo diverse popolazioni
germaniche si insediarono nei territori
dell'Impero Romano d'Occidente,facendosi concedere
in beneficio dall'Imperatore grandi aree
territoriali,trasformate in regni locali, in
cambio dell'impegno a difenderli da ulteriori
minacce. A loro volta i re germanici,
elettivi,dovevano ricompensare i guerrieri
socialmente loro pari, che costituivano
l'assemblea del regno con onori e bottino, il
quale consisteva quasi sempre a sua volta in
benefici terrieri.In epoca merovingia,caduto ormai
ogni potere imperiale nell'Europa occidentale,la
pratica divenne stabile tra i franchi
cristianizzati così come, in Italia, tra i
longobardi convertiti al cattolicesimo, che in tal
modo crearono il Regno d'Italia e numerosi ducati,
marchesati e contee. Molti proprietari terrieri,
d'altronde, si trovavano costretti a stabilire
rapporti di vassallaggio nei confronti del re e a
cedere le loro terre alla signoria dei più
potenti,al fine di riottenerle come benefici in
cambio di un reciproco impegno di difesa.Quando il
feudalesimo ebbe dimostrata la sua validità a
livello locale, re e imperatori ne adottarono la
struttura per rafforzare i propri domini,
ricorrendo a forme diverse di concessione di
Dominatus Loc (signoria locale).
L'elmo
Copricapo protettivo, di solito di metallo, cuoio o
materiale plastico, utilizzato in operazioni
militari, in particolari occupazioni e in alcune
sportive.Gli elmi per il combattimento, dalle
forme più svariate, vengono indossati fin dai
tempi più antichi. La forma più semplice, una
calotta aderente al cranio, probabilmente di
ferro, cuoio e bronzo, è rappresentata in
bassorilievi assiri. Varianti di questa forma
furono utilizzate dai greci,dagli etruschi e dai
primi romani e comprendevano protezioni per il
collo e per il volto, nonchè pennacchi o figure
intagliate che sormontavano la sommità a scopo
decorativo. Dagli inizi del XV secolo fino al 1650
circa, vennero sviluppati in tutta Europa modelli
diversi per forma e dimensioni, decorati in modo
più o meno elaborato. Al diffondersi delle armi da
fuoco, gli elmi persero la loro utilità, in
particolare come protezioni per il volto. I
moderni elmetti militari, come quelli utilizzati
nella prima e nella seconda guerra mondiale, non
forniscono alcuna protezione al viso; di solito
sono in acciaio, disegnati in modo da garantire la
massima protezione contro schegge di granate e
proiettili. Il tipo di elmetto a forma di catino
usato nella prima guerra mondiale fu in seguito
ampiamente adottato per il personale
dell'industria edile;per questi usi l'acciaio
venne più tardi sostituito da leggera plastica
rinforzata.
Insegna araldica
Adottata
originariamente per riconoscere i cavalieri in battaglia, l'insegna araldica venne
utilizzata in seguito per distinguere le famiglie nobili,le corporazioni,o anche gli stati e le nazioni.Il sistema araldico si
avvale di una gamma complessa di segni e simboli che permettono
di creare un numero teoricamente inesauribile di immagini,ognuna
delle quali immediatamente riconoscibile e decodificabile da parte di un conoscitore del linguaggio degli emblemi.
In senso lato, sistema sociale affermatosi nell'
Europa occidentale (e, con modalità molto
simili, in Giappone) e durato per oltre un
millennio e mezzo, tra il declino dell'impero
romano d' Occidente, nel IV° secolo, e la
nascita dei primi stati moderni, nel XVIII°
secolo. Esso si fondava sull' identificazione dei
rapporti personali, sociali e politici con quelli
patrimoniali, rendendoli di natura
contrattuale. In particolare, si intende
per feudalesimo il sistema politico, economico e
sociale su cui si reggeva il " Sacro Romano
Impero", incardinato sul feudo, trasformazione del
beneficio previsto dal diritto romano (per
esempio, le terre concesse ai veterani) da
temporaneo a permanente.
l feudo era un bene o un
diritto concesso da un'autorità sovrana (la prima
era l'imperatore stesso) a un vassallo
per ricompensarlo della fedeltà contro i
nemici o di un servizio prestato, o per obbligarlo
per il futuro a tali comportamenti. A sua volta il
vassallo poteva fare altrettanto
con suoi sottoposti (valvassori e valvassini ). Il
feudo consisteva perlopiù nel dominio
personale su un'area territoriale e sulla sua
popolazione. Per lungo tempo i feudi furono a
carattere personale, in quanto il signore
manteneva la proprietà del bene, il diritto di
toglierlo e, al momento della morte del
beneficiario, di concederlo ad altri. Ma i successori di Carlo Magno, a partire dal
capitolare di Quierzy (877), dovettero progressivamente rassegnarsi a
riconoscere l'ereditarietà dei feudi nella speranza di legare a sè e ai propri
successori i vassalli. Ma a sua volta l'ereditarietà si trasformò in una potente leva di autonomia,che contribuì alla permanente
instabilità del sistema feudale. In pratica si invertì il rapporto di importanza
tra feudo e vassallaggio: il primo divenne proprietà personale quasi piena. Il
contratto feudale veniva suggellato con giuramenti di omaggio e di fedeltà, ma signore e vassallo rimanevano uomini liberi e socialmente pari.
Collegando la proprietà terriera a un servizio politico e militare, il
feudalesimo, una volta caduto l'impero carolingio, contribuì a preservare l'Europa medievale dalla
disintegrazione in una miriade di signorie indipendenti.
Iconografia e
iconologia
Per iconografia, nell'ambito della storia dell'arte, s'intende lo studio
del significato delle immagini e la classificazion dei temi o
dei soggetti rappresentati. Il contenuto della rappresentazione può essere di
immediata evidenza, oppure complesso e oscuro per cui, per essere decrittato, richiede
un'analisi approfondita che identifichi ad esempio il testo letterario cui si rifà
l'artista, o il genere cui l'opera apparteneva e le convenzioni figurative che lo
contraddistinguevano, o la situazione storica in cui l'opera è nata e l'ambiente fisico
cui era destinata. Per iconologia, un termine spesso confuso col precedente, o
impropriamente considerato suo sinonimo, secondo la formulazione che ne
diede Erwin Panofsky. ( Studi di iconologia, 1939 ), s' intende invece un
più approfondito studio dell'opera d'arte, che prendendo le mosse dal suo
significato iconografico ne esamini il valore in rapporto con lo stile e le
intenzioni dell'autore e con la cultura del sua epoca, spiegando infine
l'oggetto artistico come manifestazione dell' "atteggiamento di fondo di un
popolo, di un periodo, di una classe". Secondo Panofsky, l'iconologia doveva
rappresentare uno sviluppo, uno sbocco più completo e perfezionato dell'iconografia, allo
stesso modo in cui l'astronomia, grazie alla razionalità dei suoi strumenti, aveva preso
il posto dell'antica astrologia.
Codificazione del
significato delle immagini
Attribuire determinati significati alle immagini è
pratica antica quanto l'arte stessa. Le prime
immagini dotate di un certo valore iconografico
risalgono al 3000 a.C.,e si devono alle civiltà
neolitiche del Medio Oriente:si tratta di animali
e altre figure non antropomorfe,che dovevano
corrispondere a entità divine.Nelle sculture a
rilievo e nelle pitture murali egiziane la dea
madre Athor compariva generalmente come una donna
con testa bovina;il dio Sole Ra era identificabile
dalla testa di falco e il creatore Ptah aveva le
sembianze di un toro.Nel mondo greco antico e in
quello romano ogni dio era rappresentato sempre
con oggetti o animali caratterizzanti: Zeus, il
padre di tutti gli dei, poteva comparire con
un'aquila o un fulmine; Apollo, il dio dell'arte,
era raffigurato con una lira; Artemide,dea della
caccia, aveva arco e faretra.I romani
trasformarono in immagini allegoriche dotate di
precisi significati scene comuni, ispirate alla
vita quotidiana:ad esempio, una donna
circondata da grappoli d'uva e covoni di grano
andava intesa come rappresentazione dei generosi
doni della terra. Durante il periodo delle
persecuzioni,l'arte paleocristiana non poteva
proporre esplicite immagini religiose: venivano
allora raffigurati oggetti semplici e comuni come
il pesce e la colomba che agli occhi degli
iniziati simboleggiavano chiaramente Cristo e lo
Spirito Santo. Anche nei secoli successivi,
tuttavia, l'arte cristiana fece largo ricorso a
simboli iconografici:numerosi santi sono
associati a specifici oggetti,ad esempio: San
Pietro alle due chiavi e Santa Caterina alla
ruota. Durante il Rinascimento e per tutto il XVIII°secolo si fissarono immagini allegoriche di
significato filosofico presto divenute popolari:
gioielli, monete o strumenti musicali
rappresentavano i vani piaceri della vita, mentre
teschi, clessidre e candele spente fungevano da
"memento morìì,segni evocatori della morte e
impliciti richiami a una condotta retta. L'arte
moderna, aperta alle infinite manifestazioni
dell'individualità degli artisti,alle loro
intenzioni espressive consce e inconsce, fa meno
uso di simboli iconografici universalmente
comprensibili.In correnti quali il cubismo, il
Dada e la Pop Art, la rappresentazione o
addirittura la presenza fisica di oggetti
quotidiani, come
giornali, barattoli, fotografie, personaggi dei
fumetti,ha valore, più che di messaggio
simbolico, di richiamo al mondo della multiforme
cultura contemporanea.