La Genealogia on line...                                                                                                                                                                    sono le 08:22 del 11/03/2010    
 

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In origine, i doveri e le funzioni di un araldo, o ufficiale in armi, compreso il reperimento e la tutela degli stemmi e degli ornamenti sulle armi; attualmente, ramo di ricerca storico-descrittiva di questi ultimi.L'uso di figure ornamentali sulle armi risale a tempi remoti; nel mondo romano l'emblema comune era quello dell'aquila; i franchi, invece, usarono dapprima il leone e tardi il fiordaliso. L'uso  di  segni  distintivi  personali  su  scudi  e  corazze  si  diffuse durante il feudalesimo,  quando  i  cavalieri,  coperti  fin sul volto dalla visiera dell'elmo, avevano assoluta necessità di farsi riconoscere a distanza; dal   XIV° secolo si instaurò la pratica di vestire le  insegne  familiari sopra l'armatura a maglie. All' iniziale  libertà  di  scelta  e  uso  delle  insegne  seguì  nel  mondo  anglosassone una regolamentazione stabilita da Edoardo IV° nel 1483 e attuata dal College of Heralds di Londra. 

L'originale funzione distintiva dei simboli araldici si sviluppò in un complesso sistema di identificazione  sociale e si estese anche  alle  colonie americane, lasciando una  traccia nello stemma di  ogni stato degli  Stati Uniti d'America. L'araldica ha dunque accumulato una  tradizione ricca e  dettagliata di icone,  colori e stilemi ricorrenti, differenziata a seconda dei  paesi  e  dei secoli ma spesso  molto  rigida e  ritualmente   osservata;  ha  altresì   conosciuto   uno straordinario sviluppo di motti e sentenze  familiari o  personali,  combinati  a simboli del casato e variati individualmente, e può quindi essere considerata una  vera e  propria  fonte di  documentazione  storica. Il lessico araldico, di origine spesso francese, è molto specialistico e raccoglie vocaboli  specifici per ogni parte dell'armatura, dello scudo, dell'elmo e delle armi.

Le origini

Tra il IV°e il V°secolo diverse popolazioni germaniche si insediarono nei territori dell'Impero Romano d'Occidente,facendosi concedere in beneficio dall'Imperatore grandi aree territoriali,trasformate in regni locali, in cambio dell'impegno a difenderli da ulteriori minacce. A loro volta i re germanici, elettivi,dovevano ricompensare i guerrieri socialmente loro pari, che costituivano l'assemblea del regno con onori e bottino, il quale consisteva quasi sempre a sua volta in benefici terrieri.In epoca merovingia,caduto ormai ogni potere imperiale nell'Europa occidentale,la pratica divenne stabile tra i franchi cristianizzati così come, in Italia, tra i longobardi convertiti al cattolicesimo, che in tal modo crearono il Regno d'Italia e numerosi ducati, marchesati e contee. Molti proprietari terrieri, d'altronde, si trovavano costretti a stabilire rapporti di vassallaggio nei confronti del re e a cedere le loro terre alla signoria dei più potenti,al fine di riottenerle come benefici in cambio di un reciproco impegno di difesa.Quando il feudalesimo ebbe dimostrata la sua validità a livello locale, re e imperatori ne adottarono la struttura per rafforzare i propri domini, ricorrendo a forme diverse di concessione di Dominatus Loc (signoria locale).

L'elmo
Copricapo protettivo, di solito di metallo, cuoio o materiale plastico, utilizzato in operazioni militari, in particolari occupazioni e in alcune sportive.Gli elmi per il combattimento, dalle forme più svariate, vengono indossati fin dai tempi più antichi. La forma più semplice, una calotta aderente al cranio, probabilmente di ferro, cuoio e bronzo, è rappresentata in bassorilievi assiri. Varianti di questa forma furono utilizzate dai greci,dagli etruschi e dai primi romani e comprendevano protezioni per il collo e per il volto, nonchè pennacchi o figure intagliate che sormontavano la sommità a scopo decorativo. Dagli inizi del XV secolo fino al 1650 circa, vennero sviluppati in tutta Europa modelli diversi per forma e dimensioni, decorati in modo più o meno elaborato. Al diffondersi delle armi da fuoco, gli elmi persero la loro utilità, in particolare come protezioni per il volto. I moderni elmetti militari, come quelli utilizzati nella prima e nella seconda guerra mondiale, non forniscono alcuna protezione al viso; di solito sono in acciaio, disegnati in modo da garantire la massima protezione contro schegge di granate e proiettili. Il tipo di elmetto a forma di catino usato nella prima guerra mondiale fu in seguito ampiamente adottato per il personale dell'industria edile;per questi usi l'acciaio venne più tardi sostituito da leggera plastica rinforzata.

Insegna araldica

Adottata originariamente per riconoscere i cavalieri in battaglia, l'insegna araldica venne utilizzata in seguito per distinguere le  famiglie nobili,le corporazioni,o anche gli stati e le nazioni.Il sistema araldico si avvale di una gamma complessa di  segni e simboli  che  permettono di creare un numero teoricamente inesauribile di immagini,ognuna delle quali immediatamente riconoscibile e decodificabile da parte di un conoscitore del linguaggio degli emblemi.


 

In senso lato, sistema sociale affermatosi  nell' Europa  occidentale   (e, con modalità molto simili, in Giappone) e durato per  oltre un  millennio e  mezzo, tra il declino dell'impero romano  d' Occidente, nel IV° secolo,  e  la  nascita dei primi stati moderni, nel XVIII° secolo. Esso si fondava sull' identificazione dei rapporti personali, sociali e politici con quelli patrimoniali, rendendoli  di natura contrattuale.   In  particolare,  si  intende  per  feudalesimo il sistema politico, economico e sociale su cui si reggeva il " Sacro   Romano   Impero", incardinato sul feudo, trasformazione del beneficio previsto dal diritto romano (per esempio, le terre concesse ai veterani) da temporaneo a permanente.

l feudo era un bene o un diritto concesso da un'autorità sovrana (la prima era l'imperatore stesso) a  un  vassallo  per  ricompensarlo della fedeltà contro i nemici o di un servizio prestato, o per obbligarlo per il futuro a tali comportamenti. A sua volta il vassallo  poteva  fare  altrettanto con suoi sottoposti (valvassori e valvassini ). Il feudo  consisteva  perlopiù nel dominio personale su un'area territoriale e sulla sua popolazione. Per lungo tempo i feudi furono a carattere personale, in  quanto il signore manteneva la proprietà del bene, il diritto di toglierlo e, al momento della morte del beneficiario, di concederlo ad altri. Ma i successori di Carlo Magno, a partire dal  capitolare di Quierzy (877), dovettero progressivamente rassegnarsi a riconoscere  l'ereditarietà dei feudi nella speranza di legare a sè e ai propri successori i  vassalli. Ma a sua volta l'ereditarietà si trasformò in  una potente leva di autonomia,che contribuì alla permanente instabilità del sistema feudale. In pratica  si invertì il rapporto di importanza tra feudo  e  vassallaggio: il primo divenne proprietà personale quasi piena. Il contratto feudale veniva suggellato con giuramenti di omaggio e di fedeltà, ma signore e vassallo rimanevano  uomini  liberi  e socialmente pari. Collegando la proprietà terriera a un servizio politico e militare, il feudalesimo, una volta caduto l'impero carolingio, contribuì a preservare l'Europa medievale dalla disintegrazione in una miriade di signorie indipendenti.

Iconografia e iconologia

Per iconografia, nell'ambito della storia dell'arte, s'intende lo studio  del significato delle  immagini e la classificazion  dei  temi o  dei soggetti rappresentati. Il contenuto della rappresentazione può essere di  immediata evidenza, oppure complesso e oscuro per cui, per essere decrittato, richiede un'analisi approfondita che identifichi ad esempio il testo letterario cui si rifà l'artista, o il genere cui l'opera apparteneva e le convenzioni figurative che lo contraddistinguevano, o la situazione storica in cui l'opera è nata e l'ambiente fisico cui era destinata. Per iconologia, un termine spesso confuso col precedente, o impropriamente considerato suo sinonimo, secondo la formulazione che ne diede Erwin  Panofsky.  ( Studi di iconologia, 1939 ), s' intende invece un più approfondito studio dell'opera d'arte, che prendendo le mosse  dal  suo significato iconografico ne esamini il valore in rapporto con lo stile e le intenzioni dell'autore e con la cultura del  sua epoca, spiegando infine l'oggetto artistico come manifestazione dell' "atteggiamento di fondo di  un popolo, di un periodo, di una classe". Secondo Panofsky, l'iconologia doveva rappresentare uno sviluppo, uno sbocco più completo e perfezionato dell'iconografia, allo stesso modo in cui l'astronomia, grazie alla razionalità dei suoi strumenti, aveva preso il posto dell'antica astrologia.

 

Codificazione del significato delle immagini

Attribuire determinati significati alle immagini è pratica antica quanto l'arte stessa. Le prime immagini dotate di un certo valore iconografico risalgono al 3000 a.C.,e si devono alle civiltà neolitiche del Medio Oriente:si tratta di animali e altre figure non antropomorfe,che dovevano corrispondere a entità divine.Nelle sculture a rilievo e nelle pitture murali egiziane la dea madre Athor compariva generalmente come una donna con testa bovina;il dio Sole Ra era identificabile dalla testa di falco e il creatore Ptah aveva le sembianze di un toro.Nel mondo greco antico e in quello romano ogni dio era rappresentato sempre con oggetti o animali caratterizzanti: Zeus, il padre di tutti gli dei, poteva comparire con un'aquila o un fulmine; Apollo, il dio dell'arte, era raffigurato con una lira; Artemide,dea della caccia, aveva arco e faretra.I romani trasformarono in immagini allegoriche dotate di precisi significati scene comuni, ispirate alla vita quotidiana:ad esempio,  una donna circondata da grappoli d'uva e covoni di grano andava intesa come rappresentazione dei generosi doni della terra. Durante il periodo delle persecuzioni,l'arte paleocristiana non poteva proporre esplicite immagini religiose: venivano allora raffigurati oggetti semplici e comuni come il pesce e la colomba che agli occhi degli iniziati simboleggiavano chiaramente Cristo e lo Spirito Santo. Anche nei secoli successivi, tuttavia, l'arte cristiana fece largo ricorso a simboli iconografici:numerosi santi sono associati a specifici oggetti,ad esempio: San Pietro alle due chiavi e Santa Caterina alla ruota. Durante il Rinascimento e per tutto il XVIII°secolo si fissarono immagini allegoriche di significato filosofico presto divenute popolari: gioielli, monete o strumenti musicali rappresentavano i vani piaceri della vita, mentre teschi, clessidre e candele spente fungevano da "memento morìì,segni evocatori della morte e impliciti richiami a una condotta retta. L'arte moderna, aperta alle infinite manifestazioni dell'individualità degli artisti,alle loro intenzioni  espressive consce e inconsce, fa meno uso di simboli iconografici universalmente comprensibili.In correnti quali il cubismo, il Dada e la Pop Art, la rappresentazione o addirittura la presenza fisica di oggetti quotidiani, come giornali, barattoli, fotografie, personaggi dei fumetti,ha valore, più che di messaggio simbolico, di richiamo al mondo della multiforme cultura contemporanea.


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Ultimo aggiornamento

24 aprile 2009

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